Irene Carucci, A Vammr

Fino agli anni ’70, il parto avveniva regolarmente in casa con l’aiuto di altre donne sposate già madri, la madre della partoriente, la vicina di casa e sopratutto "A Vammr" (la levatrice). A Laterza A Vammr era Irene Carucci che ha fatto nascere un'intera generazione. Il termine "Vammr" deriva da “mammana” che a sua volta deriva da mamma, perché come una seconda mamma dava alla luce una creatura. A Vammr faceva i suoi interventi utilizzando rimedi naturali, come l’applicazione di panni caldi, per alleviare il dolore. Per i dolori uterini consigliava di bere la camomilla con delle foglie d’alloro e consigliava di fare inalazioni calde con acqua di malva. 
Con le sue mani piccole riusciva con manipolazione a posizionare il bambino prima del parto e permetteva al bambino di uscire; fatta preparare l’acqua bollita, a Vammr puliva la mamma e il figlio e disinfettava con acqua calda. Nei primi giorni faceva i bagnetti al piccolo, gli medicava il cordone ombelicale e rifaceva "A Mbass" la fasciatura. Infatti i bimbi dopo nati - per evitare che crescessero con gambe e colonna vertebrale storta - deformità dovute alla malnutrizione - venivano avvolti con “A mbass”, una striscia lunga di tela, che impediva al neonato ogni movimento. Per tutti questi compiti alla Vammara si portava il massimo rispetto e all'interno della comunità aveva un ruolo di primo'ordine, forse piu' del medico o del sacerdote. Si narra che A Vammr esortava il nascituro a venir fuori recitando la forma magica: - 
Ijss ijss cosa ftend 
ti cumann u Dij onnipotend.
Vijn for e nun tardann, 
ca a mamt non ha f dann”. 
(esci esci cosa fetente,
te lo ordina Dio onnipotente. 
Vieni fuori e non far tardi, 
che a tua mamma non farai danni)
Per le sue prestazioni spesso non chiedeva nulla in cambio, anche se le famiglie stesse la ripagavano con qualche bene di consumo di propria produzione (vino, olio, formaggi, gallina). 
Man mano la figura della Vammara è scomparsa lasciando il posto all’ostetrica condotta e al ginecologo, con parto assistito all’ospedale.
Irene Carucci (a Vammr)
Foto gentilmente concessa
da sua Nuora Teresa Ludovico