L'Apparizione
Un mantello d'azzurro cielo scendeva dal capo e, incorniciando il viso, cadeva morbido sulle spalle e sulle braccia della Vergine. Paolo, incantato, si inginocchiò, davanti alla bellissima immagine e pregò con fervore. Chiese di aiutarlo e a Lei affidò i suoi problemi e le sue angosce. Tutte le pene che lo avevano afflitto per tanti giorni e che gli avevano tolto il sonno per tante notti, improvvisamente svanirono.
— «Madre Santissima» — implorò,— «sono stato ingiustamente accusato dal Marchese, e questo mi rattrista, ma più mi addolora la morte per fame delle mie povere pecore.
La neve copre ormai da tanti giorni l'erba dei pascoli e il tempo non accenna a migliorare.
Ti prego, Madre del Signore e di tutte le genti, ti prego, aiutami, aiuta questo tuo figlio disperato». —
Non era ancora svanito il suono delle proprie parole che udì la stessa voce delicata è ferma di prima:
— «Alzati figlio ! Alzati e vai ! Vai dal Marchese, egli ora sa che tu non hai colpa.
Vai e porta le tue pecore a pascolare, la neve si è sciolta e nella campagna c'è erba in abbondanza.
E va dalla gente e dì loro che qui, in questa grotta, c'è la mia immagine e che tutti quelli che entreranno a chiedermi grazie saranno da me consolati». —
Paolo si alzò ed uscì dalla grotta e sotto i suoi piedi, invece della neve, trovò soffice ed abbondante erba. Andò al palazzo e fu accompagnato alla presenza del Marchese che, in piedi, già lo attendeva sorridente. Per un istante si guardarono negli occhi e, senza dir parola, si abbracciarono.
- «Fratello» -, senti poi Paolo, — «perdonami per le ingiuste accuse» —.
Felice e confuso, nulla disse di quanto era accaduto nella grotta, né seppe mai che la Madonna era apparsa anche al Marchese a rassenerargli l'animo. Con la mente confusa da così grande avvenimento, tanto da considerarlo un sogno, il pover'uomo tornò al suo gregge e alla vita di tutti i giorni senza raccontare ad alcuno dell'apparizione di Maria Vergine.
Tutti alla Grotta

Ma mai mente umana puo' pensare all'apparizione della Vergine. Né ci pensava l'umile Giulia Dell'Aquila, quando a letto ammalata grave, abbagliata dalla luce che circondava l'immagine, sentì la Madre del Signore che la invitava a far sapere a tutti i Laertini che nell'antica chiesa di Santa Domenica vi era una sua immagine e che in quel luogo voleva venerazione e culto. Tutti coloro che fossero entrati a chiederle grazia sarebbero stati consolati. Persona umile e timorata di Dio era Paolo Tria e tale era Giulia Dell'Aquila. Ma l'umiltà e la fede non sono la santità e non sono, pertanto, sufficienti per comprendere a fondo il divino. Ancora una volta nessuno seppe dell'apparizione. Passò circa un altro mese. Nella notte tra il 9 e 10 maggio la Vergine riapparve a Giulia e la invitò ad andare di persona nella chiesa ad ammirare l'immagine. La donna, improvvisamente guarita, il mattino del 10 maggio, spinta dall'indubbia fede, attraversando la sterpaglia che nascondeva l'ingresso, si inoltrò nella grotta. L'immagine della Mater Domini, del tutto simile a quella che le era apparsa nella notte, le si presentava sul muro in tutta la sua bellezza. Consapevole di aver avuto un segno dei misteri del divino, si inginocchiò e la venerò con tutta l'anima. Nella stessa mattinata, percorrendo le strade del paese e bussando a tutte le porte, comunicò alla gente il prodigio che aveva vissuto. Tutti corsero alla grotta.
La Notizia di bocca in bocca

Il giorno dopo che Giulia Dell'Aquila diffuse la notizia dell'apparizione, fu un giorno straordinario in quando in quel luogo vennero genti da tutti i paesi vicini e da altre regioni. La Mater Domini era apparsa in diversi luoghi ed aveva loro dato appuntamento in quella che sarebbe stata la sua casa. Il pellegrinaggio dei forestieri durò per tutta la giornata e la campagna circostante la grotta si riempì di gente che, commossa, implorava grazia per le proprie pene. E per intercessione della madre del Signore il cieco vide il sole e i propri cari, il paralitico corse ad abbracciare i fratelli, il sordo sentì il muto e il canto degli uccelli e il duro pianse, finalmente uomo tra tanta umanità. L'eco dei prodigiosi avvenimenti si diffuse nei paesi dove i miracolati portarono le loro testimonianze. Il fiume dei pellegrini, da quel giorno, si ingrossò sempre di più e la vecchia chiesa abbandonata, diventò, ben presto, un vero e proprio Santuario. Colui che portava la fede se ne ripartiva con la grazia. Si rese allora necessario portare le autorità superiori a conoscenza di quanto avveniva. Una deputazione di esponenti del Clero e del Municipio fu subito mandata al Rev.mo Mons. D. Giambattista Spinola, arcivescovo della diocesi di Matera, della quale, in quell'epoca, Laterza faceva parte. Ascoltato il racconto degli avvenimenti, immediatamente, l'Arcivescovo mandò in Laterza l'Arciprete della Cattedrale di Matera, D. Francesco De Blasiis per constatare la veridicità. Il sant'uomo si rese subito conto dell'eccezionalità dell'avvenimento. Il luogo era gremito di gente di ogni dove. Le preghiere di speranza s'intrecciavano con quelle di ringraziamento. Il pianto e il riso erano l'espressione della profonda fede nella Madre del Signore. Constatato quanto accadeva, fece ritorno a Matera dall'Arcivescovo. Per Monsignor Spinola non vi furono più dubbi e comunicò subito quelle certezze.
1727 Maria Patrona di Laterza
Altare solennemente benedetto il 31 maggio 1650
L'ufficializzazione del ritrovamento della Sacra Immagine della Vergine nella grotta e delle grazie ottenute per sua intercessione fecero pervenire a Laterza, in pellegrinaggio, non solo i fedeli di Matera ma anche quelli di altre Diocesi. Ben presto, per tanta affluenza, fu necessario mettere a custodia della grotta i sacerdoti D. Giannandrea e D. Carlo Galli e D. Gianpietro De Renzo. Da quel momento furono registrate tutte le grazie e le offerte in denaro dei fedeli alla Mater Domini. Fu eretto un altare per celebrare le messe e per le altre funzioni che in data 31 maggio 1650 fu solennemente benedetto. Contemporaneamente la chiesa di S. Maria Mater Domini fu consacrata dall'Arcivescovo di Matera con l'intervento del Clero e dei P.P. Cappuccini che lì si erano recati alla testa di una lunga
processione di fedeli. La prima Messa Cantata fu celebrata il 3 giugno 1650. Gli anni passavano e Laterza diventava sempre più meta di pellegrinaggio. La gente, anche di paesi lontani, affrontava lunghi ed estenuanti viaggi su muli e traini per venire a venerare la Madre del Signore. Dopo ben 77 anni dalle apparizioni, finalmente, l'11 maggio del 1727 Maria fu solennemente eletta Patrona di Laterza.
1728 Arrivo Sacra Immagine a Laterza
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| La Mater Domini indossa il suo primo abito del 1728 |
La Sacra Immagine fu portata da Napoli a Laterza nel 1728 e momentaneamente custodita nella distrutta chiesa di S. Rocco posta fuori le mura del paese. Privo della teatralità propria del barocco, il volto della Vergine esprime una controllata e materna dolcezza che coinvolge chiunque la guardi e la mente vola al Divino. Il 10 maggio dello stesso anno, giorno di Pentecoste, nell'ora più dolce della giornata, dopo la Messa del vespro, l'Arciprete D. Stefano Barberio benedisse la statua che fu trasportata in processione nella Chiesa di S. Lorenzo Martire. Vi rimase esposta e fu meta del pellegrinaggio della popolazione in tutte le ore della giornata. Dopo qualche giorno fu portata al Santuario. Man mano che i giorni passavano, durante la festa patronale, il numero dei fedeli che venivano a Laterza ad adorare la Vergine aumentava. La vecchia chiesa di Mater Domini risultò ben presto insufficiente; fu deciso di costruirne una più grande accanto a quella già esistente.
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| La Mater Domini indossa il suo primo abito del 1728 |
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| La Mater Domini indossa il suo primo abito del 1728 |
La Costruzione del Santuario
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| Interno |
Esclusivamente con le offerte dei fedeli, la costruzione fu iniziata nel 1736 e fu portata a termine diciassette anni dopo nel 1753. Nello stesso anno, il 19 maggio, fu benedetta dal Rev. Arciprete D. Stefano Galli. La consacrazione avvenne il 12 maggio del 1850, esattamente 200 anni dopo l'apparizione della Madonna, ad opera dell'Arcivescovo di Matera, Mons. D. Antonio di Macco.
Il Santuario fu dotato nel 1803 di un bellissimo altare maggiore in marmo bianco intarsiato con marmo rosa e azzurro. Dello stesso materiale fu realizzata nel 1815 la fine balaustra che divide l'altare dai fedeli.
1888 Incoronazione Solenne
Nel 1888 la Madonna fu solennemente incoronata con una ricca corona d'oro. Testimonia l'avvenimento un quadro su tela, posto in sagrestia, datato e con la scritta:
CAPITULO VATICANO DECORATA
Ma un furto sacrilego privò ben presto la statua di tale ornamento. Il 20 maggio 1930, esattamente 50 anni dopo, alla presenza dell'Arcivescovo diocesano e dei Vescovi di Tricarico e di Castellaneta, con solenne cerimonia, veniva deposta sul capo della Mater Domini una nuova corona, d'oro massiccio.
Oltre che annualmente, Laterza festeggia ogni cento anni l'apparizione con grande solennità e, in tono minore, ogni cinquant'anni.
Nel 1988, dopo 100 anni dalla solenne incoronazione, venne celebrata una Sacra Messa con il vescovo che pose una nuova corona d'Oro sulla Vergine.
Eventi storici ci sono stati dopo i cento anni dall'apparizione - nel 1750 e nel 1950 e, dopo i cinquant'anni, nel 1800 e nel 1900.
Uno degli avvenimenti storico - culturale - religiosi più straordinari che la popolazione ha mai vissuto è stata la «Peregrinatio Mariae», avvenuta, per la prima volta, nelle parrocchie di S. Maria la Grande, di S. Lorenzo e di S. Croce, svoltasi durante la quaresima dell'anno 1985 per festeggiare il bimillenario della nascita di Maria.
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| La Madonna senza corona per l'incoronazione del 1988 |
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| 1988 Incoronazione Foto Monopoli |
Il Santuario Restaurato
L'interno del Santuario è stato mirabilmente restaurato nel 1972 dall'artista locale prof. Nunzio Cafaro, che a lavoro ultimato, in un'intervista, ha dichiarato:
"Non è stato facile. Si trattava di abolire i preesistenti toni verde cupo e rosso violento di molte sovrastrutture e di lavorare alla creazione di una cromatica che fosse congeniale alle linee architettoniche settecentesche del Tempio.
Comunque, alla fine sono riuscito ad armonizzare tutti questi elementi. E per tale risultato è doveroso ringraziare anche i maestri operai di Laterza che mi hanno validamente assistito in questo non facile lavoro. Un lavoro teso a creare una vera e propria oasi mariana che invitasse, con maggiore dolcezza, alla riflessione e alla preghiera"
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| Pro restauro del 1973 |
Nel 2015, il Santuario ha subito un'ulteriore restauro con lavori di consolidamento e restauro conservativo, durato circa otto mesi. Durante questo periodo la Sacra Immagine della Mater Domini fu esposta nella Cripta e per l'evento ci fu un Annullo filatelico.
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| Annullo Filatelico |
La Festa Grande
Il mese della Madonna, Maggio, è il più atteso. E' il mese che da secoli ha scandito il passare degli anni dei laertini. — «E m vist chessalda Madonn» —, dicono i vecchi al concludersi della festa. — «Sono cinque anni che non vedo la Madonna» —, dice l'emigrante ritornato per sempre o soltanto per la festa. La popolazione in quei giorni aumenta di molto e le case si riempiono di posti letto improvvisati per ospitare parenti ed amici. Le donne preparano la casa per tempo e i «gnatun».
Il bianco delle case e il profumo dei carnosi petali delle rose di maggio accompagnano la statua della Vergine lungo il percorso che dal Santuario porta alla parrocchia di S. Lorenzo.
In religioso silenzio la processione si snoda lungo le strade del paese tra una marea di gente composta e orante. Nessuna scena d'isterismo né di esaltazione, ma solo le note della banda e un sommesso mormorio di preghiere, richiamano la gente lungo i marciapiedi.
La festa di Mater Domini è tra le più imponenti che si celebrano nel meridione. I festeggiamenti hanno inizio il 18 maggio con l'esposizione alla venerazione dei fedeli dell'immagine della Madonna. Il giorno 19 ha luogo la processione di Gesù Bambino. Il Bambino dell'immagine di Maria, viene portato in processione nelle abitazioni dei malati i quali affidano al Signore il segreto di una desiderata grazia. Il giorno 20 maggio è il giorno più grande della festa ed ha luogo la solenne processione.
Ogni
processione è aperta dalla "Premiata Bassa Musica di Laterza"
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| Premiata Bassa Musica di Laterza |
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Il Quadro
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| La partenza della processione del Quadro |
Nella sagrestia è il «Sacro quadro» che il 18 maggio è portato in processione sulla cassa-armonica,
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| Confraternite in testa alla Processione Ottava 2018 |
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| Confraternite in testa alla Processione Ottava 2018 |
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| Ottava, processione sotto la "villa" |
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| Ottava 2017 |
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| Ottava anni '60 Foto Monopoli |
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| Ottava anni '80 (foto Amm.ne Materdomini) |
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| Con il rientro del Quadro finisce la Festa |
Nel 2019 c'è stato un evento "
straordinario". La Chiesa Madre era oggetto di restauro e quindi non ha potuto ricevere la Sacra Effige della Madonna che è stata ospitata nella Chiesa di Sant'Antonio...
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| La Sacra Immagine entra a Sant'Antonio (Ft. Raffaele Clemente) |
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| La Sacra Immagine entra a Sant'Antonio |
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| La Sacra Immagine entra a Sant'Antonio (Ft. Raffaele Clemente) |
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| La Sacra Immagine entra a Sant'Antonio (Ft. Raffaele Clemente) |
Era il 2020 e per la prima volta la Festa della Maria Santissima Mater Domini non si festeggerà il 20 Maggio ma nel mese di Settembre ...
Fede e Miracoli
Si raccontano nelle memorie del sacerdote D. Bernardo Bastante, vissuto all'epoca delle apparizioni, e nel libro del Rev. D. Giovanni Cangiulli del 1875, i miracoli che attraverso i secoli hanno confortato il pianto e rese più sopportabili la miseria e le pene della gente di Laterza e delle popolazioni del circondario. Il 24 maggio 1650, una ragazza di Pisticci, impedita nell'uso delle braccia e delle gambe, all'improvviso si alzò dalla cesta in cui era stata portata e andò in chiesa ad inginocchiarsi all'altare della Vergine per ringraziarla. Il 20 giugno 1650 il sig. Barone di Turi chiese ed ottenne la grazia di guarire da una lunga malattia alle mani ed ai piedi.
Fonti: Testi (La Mater Domini e Laterza - 1987) Foto: (Catucci, Rizzi, Amministrazione Mater Domini)
Un pò di Immagini Storiche...
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| Quando la processione passava da Via Concerie |
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Anni '20
Nella foto in alto: Processione anni '20 - L'illuminazione ad archi era fatta con gas acetilene dalla ditta Romeo Romano di Laterza. Ai lati della strada le girandole pirotecniche che la sera venivano fatte scoppiettare creando colori e fumo. Si notano, in alto a destra, nello spazio antistante la Chiesa di Sant'Antonio dei calessi e dei traini in sosta. Una sorta di parcheggio dell'epoca
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| La Effige della Madonna sulla rotonda 20 maggio 1913 |
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Devozione, tantissima gente nonostante la pioggia (foto Amm.ne Materdomini)
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| Quando si appendevano i soldi offerti ai piedi della Madonna (foto Amm.ne Materdomini) |
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| Don Gabriele e Don Giovanni |
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| Un Tenero gesto durante la processione di Angelo, per tutti Jangijluzz 1990 |
... era il 2020 e ...
la Processione della Madonna il 20 Maggio non si tenne...per la prima volta...
Il Santuario il giorno della Vigilia...
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| 19.05.2020 |